Decenni di progressi nella riduzione delle morti infantili e dei nati morti a rischio, avverte le Nazioni Unite
New York, 25 marzo 2025 – Dopo decenni di progressi sostanziali, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha lanciato un severo avvertimento: i progressi compiuti nella riduzione delle morti infantili e dei nati morti a livello globale sono a rischio. L’ONU ha pubblicato oggi un rapporto allarmante che evidenzia una stagnazione e persino un’inversione di tendenza in alcune regioni, minacciando di compromettere i risultati ottenuti faticosamente nel corso degli ultimi decenni.
Il rapporto, pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in collaborazione con l’UNICEF e altre agenzie delle Nazioni Unite, dipinge un quadro preoccupante. Mentre nel passato si registravano diminuzioni costanti e significative del tasso di mortalità infantile e di nati morti, gli ultimi dati indicano un rallentamento allarmante.
Punti chiave del rapporto:
- Stagnazione dei progressi: Il rapporto sottolinea che il tasso di riduzione delle morti infantili e dei nati morti è rallentato drasticamente negli ultimi anni, in alcune regioni fermandosi completamente. Questo significa che meno bambini sopravvivono ai primi anni di vita e che un numero inaccettabile di neonati nasce già morto.
- Disparità geografiche: Il problema non è uniforme a livello globale. Il rapporto evidenzia disparità significative tra regioni e all’interno dei singoli paesi. L’Africa sub-sahariana e l’Asia meridionale continuano a essere le regioni più colpite, con tassi di mortalità infantile e di nati morti significativamente superiori alla media mondiale.
- Impatto delle crisi globali: L’ONU attribuisce la stagnazione dei progressi a una serie di fattori interconnessi, tra cui:
- Pandemia di COVID-19: La pandemia ha interrotto i servizi sanitari essenziali, come le vaccinazioni prenatali e postnatali, l’assistenza al parto e il trattamento delle malattie infantili.
- Conflitti e instabilità: I conflitti armati, gli sfollamenti di massa e l’instabilità politica hanno gravemente compromesso i sistemi sanitari e l’accesso ai servizi essenziali.
- Cambiamento climatico: Gli eventi meteorologici estremi, come siccità e inondazioni, hanno aggravato la malnutrizione, le malattie trasmissibili e la difficoltà di accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.
- Disparità economiche: La crescente disuguaglianza economica rende ancora più difficile per le famiglie vulnerabili accedere a cure mediche adeguate e a una nutrizione sufficiente.
- Impatto sulla salute materna: Il rapporto evidenzia anche la stretta correlazione tra la salute delle madri e la sopravvivenza dei bambini. La mancanza di accesso a cure prenatali e postnatali di qualità, una nutrizione inadeguata e la diffusione di malattie trasmissibili durante la gravidanza aumentano significativamente il rischio di mortalità infantile e di nati morti.
Raccomandazioni dell’ONU:
L’ONU ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale affinché intraprenda azioni immediate per invertire questa tendenza allarmante e rimettere i progressi sulla buona strada. Le principali raccomandazioni includono:
- Rafforzare i sistemi sanitari: Investire in sistemi sanitari resilienti e ben finanziati, in grado di fornire servizi essenziali a tutte le donne e i bambini, anche in situazioni di crisi.
- Garantire l’accesso a cure di qualità: Assicurare che tutte le donne abbiano accesso a cure prenatali, durante il parto e postnatali di alta qualità, incluse l’assistenza qualificata al parto e le vaccinazioni neonatali.
- Affrontare le cause alla radice: Intervenire sui fattori sociali, economici e ambientali che contribuiscono alla mortalità infantile e ai nati morti, come la povertà, la malnutrizione, la mancanza di accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, e il cambiamento climatico.
- Investire in ricerca e innovazione: Sostenere la ricerca per identificare soluzioni innovative per migliorare la salute delle madri e dei bambini e per prevenire la mortalità infantile e i nati morti.
- Rafforzare la cooperazione internazionale: Promuovere la collaborazione tra i paesi, le agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni non governative e il settore privato per condividere le migliori pratiche e mobilitare risorse per affrontare questa sfida globale.
Conclusione:
L’avvertimento dell’ONU rappresenta un campanello d’allarme. Se non si agisce immediatamente, i progressi compiuti con tanta fatica nella riduzione delle morti infantili e dei nati morti rischiano di essere annullati, con conseguenze devastanti per le famiglie e le comunità di tutto il mondo. Solo attraverso un impegno globale coordinato e un investimento continuo nei sistemi sanitari e nel benessere delle madri e dei bambini sarà possibile garantire che ogni bambino abbia la possibilità di sopravvivere e prosperare.
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